SEO: in quanto tempo vedrò i risultati?

SEO: in quanto tempo vedrò i risultati?

agosto 31, 2018 0 Di Michele Mazzali

A volte ritornano! Non mi dilungherò sui motivi per cui non ho più scritto per quattro anni (tenete buona la parola “lavoro”), ma lasciatemi parlare, invece, della ragione che mi spinge a riaprire questo spazio (peraltro rinnovato anche dal punto di vista grafico): questa mattina stavo curiosando tra gli account di Google Analytics a mia disposizione, e tra alti (qualcuno) e bassi (molti) mi sono imbattuto nei dati di visite organiche di siti e attività che, per un motivo o per l’altro, soprattutto per l’insoddisfazione del cliente rispetto al risultato, mi sono trovato a dover abbandonare.

In moltissimi, nel momento in cui mi chiedono un preventivo o quando lo stanno valutando, mi pongono la stessa, fatidica domanda: “quando vedrò i risultati di questo lavoro?”. Io rispondo, solitamente, che il bello di questo lavoro è che i risultati possono arrivare subito oppure tra tre mesi, sei mesi, un anno, ma che, se l’attività è ben pianificata e il lavoro è fatto bene, sicuramente prima o poi arriveranno.

Avrete idea meglio di me di quanti clienti storcano il naso di fronte a queste risposte – che, ci tengo a precisare, mi piace specificare con chiarezza già nel preventivo. Il nostro lavoro di garanzie non ne offre; l’unica garanzia che solitamente mi piace dare è quella dell’impegno e della professionalità. A volte il ROI di un intervento SEO è poco misurabile: quanti ignorano i dati di engagement a seguito di lavori di riorganizzazione delle informazioni? Quanti ignorano i dati sulle visite in target? Quanti si disperano perché per “quella keyword” non siamo visibili, ignorando che “quella keyword” potrebbe portare sì traffico, ma spesso fuori target o, comunque, non interessato a una transazione?

Mi è capitato spesso, dunque, di dover affrontare clienti decisamente insoddisfatti al termine del mio intervento. Non mi sono mai nascosto dietro a un dito: se i dati sono negativi, lo sono. Inutile affannarsi alla ricerca di quel dettaglio, di quel “ma” che potrebbe trasformare la nostra Caporetto in una Waterloo (questa è voluta: guardate qui sotto!).

Quello che però ho sempre portato con me, in cuor mio, è la consapevolezza di aver fatto il miglior lavoro possibile: spesso limiti tecnici o di budget non permettono di effettuare modifiche o interventi che potrebbero essere decisivi o risolutivi per migliorare sia la navigabilità del sito che la qualità del contenuto o la reputazione del link profile.

Consapevolezza che, questa mattina, si è trasformata in certezza attraverso questi casi che mi fa piacere divulgare (ovviamente senza ragioni sociali, nomi e cognomi).

Caso 1: l’insoddisfatto

Il cliente aveva un contratto fino a fine luglio 2017. Questi i risultati immediati:

  • blandissimo miglioramento in termini di visite da motore di ricerca, soprattutto da keyword di long tail;
  • la main keyword non si è mossa dalla terza pagina, nonostante interventi “pesanti” on e off page.

Il cliente era decisamente insoddisfatto e, convinto che il successo dipendesse solo dalla main keyword, ha deciso di non investire più sulla SEO. Questi i dati dall’1 giugno 2018 al 28 agosto 2018 confrontati con le stesse date del 2017, quando terminò il contratto SEO:

I dati di Google Analytics parlano di un +75% di utenti e +77% di visite (sessioni) tra il l’estate 2018 e quella 2017, con un numero di nuovi utenti che sfiora il +79%. Il segmento a cui si riferiscono i dati è sempre quello del traffico organico da motore di ricerca.

Caso 2: la stagionalità

In questo caso il contratto del cliente terminava a luglio 2018. Lo scetticismo dipendeva da una mia considerazione: il calo registrato negli ultimi mesi dipendeva dalla stagionalità dei prodotti e da un grosso intervento effettuato a fine giugno. Il cliente, tuttavia, aveva registrato un “calo nella crescita” a giugno, anche rispetto allo scorso anno.
Alla mia richiesta di rinnovo e davanti ai dati forniti, il cliente ha risposto che “no, l’aumento di visite riscontrato non giustifica il nostro investimento SEO: crediamo di non doverci investire più“.
Manco a dirlo, le mie macumbe hanno sortito l’effetto contrario.

Il lavoro grosso sul sito (modifica metatag e contenuti in base a un’analisi su Google Search Console) è stato effettuato a giugno 2018. Altre modifiche richieste non sono state implementate per motivazioni “tecniche”.

La forbice – ad agosto, notoriamente un mese “fermo” nel settore – si è aperta notevolmente rispetto all’aumento di visite – già molto positivo – riscontrato in luglio: si parla di un aumento del 42% delle sessioni e di un +45% negli utenti, come riportato nell’immagine qui sotto.

Insomma: anche questo caso il tempo è stato galantuomo; non nei miei confronti, visto che il cliente per ora non si è ancora fatto risentire!

Caso 3: il cliente soddisfatto ma senza budget

Qui siamo di fronte a un caso diverso: il mio intervento, sì “puntuale”, è stato però orientato al miglioramento tecnico del sito (navigabilità, velocità di caricamento) e affiancato a una formazione su keyword analysis e SEO copywriting.

Anche in questo caso, parlando di viaggi, la stagionalità delle visite si concentra soprattutto nel periodo estivo. L’intervento ebbe luogo da giugno ad agosto 2017 e il cliente fu soddisfatto già dai primi risultati. Il cliente NON ha richiesto altre consulenze SEO a qualcun altro da allora (se non qualche consiglio al sottoscritto, ma nessun intervento particolarmente importante). Ecco il grafico delle visite da motore di ricerca:

La pazienza e la costanza nell’applicazione delle linee guida fornite (oltre al cambio server effettuato a inizio agosto 2017) ha dato dei risultati estremamente positivi a lungo raggio (siamo a 12300 utenti al mese non ancora terminato, un bel dato per un piccolo blog!). Si parla, nel periodo giugno-agosto 2018, di un sorprendente +141% di utenti e di visite rispetto all’anno precedente.

Il cliente se n’è accorto, dato che la soluzione server adottata l’anno scorso, tarata sulle necessità di carico di allora, non è più ottimale per gestire i volumi di traffico registrati nel corso di questa estate.

Caso 4: il SEO-scettico

Il cliente è un’agenzia (fighissima) che ha sempre mostrato parecchio scetticismo (spesso giustificato) nei confronti della SEO e dei SEO. In questo caso, però, si trattava di un blog – tra l’altro molto ben fatto – che aveva oggettivamente bisogno di una spinta, perché a fronte di contenuti davvero ottimi faticava ad avere posizionamenti di rilievo (metatag poco curati, scelta dei titoli molto “creativa”, etc.). Anche questo intervento è stato “puntuale” (tre mesi, agosto-ottobre 2017) e a orientamento formativo (con un content audit sui contenuti già pubblicati in precedenza e delle linee guida da far seguire alla redazione).
Qui i dati relativi ai mesi da aprile ad agosto 2018, confrontati con gli stessi mesi del 2017.

La stagionalità, anche in questo caso, ha un peso: ecco un grafico che lo mostra in modo piuttosto eloquente (teniamo sempre conto che mancano 3 giorni alla fine di agosto):

Innegabili, comunque, i miglioramenti riscontrati in termini di visite, e ritirato, almeno in parte, lo scetticismo del cliente nei confronti delle “magie” della SEO.

Conclusioni: in quanto tempo vediamo i risultati SEO?

Può essere che i casi presi come esempio non siano necessariamente indicativi di un fenomeno, ma sono sempre più convinto che la pazienza, nel caso della SEO, sia non solo una virtù, ma un obbligo; spesso questo cozza contro le necessità dei clienti e delle aziende che si rivolgono a noi SEO, ma non credo che questo ci debba condizionare nella valutazione del nostro lavoro.

In generale, posso ipotizzare (n.b.: solo sulla base della mia esperienza, non è una legge!) delle stime in base alla “qualità media” del sito (calcolata su navigabilità, presenza di errori, ottimizzazione meta tag, tempo di caricamento, link profile, qualità del contenuto):

  • su siti di bassa qualità, senza lavori precedenti in ottica SEO e costruito senza “cultura SEO”, spesso un intervento tecnico ha un impatto molto forte in un arco temporale dal breve al medio termine (1/2 mesi);
  • su siti di medio/alta qualità un intervento tecnico e sul contenuto (quindi anche a livello onpage) può avere uno scarso impatto nel breve ma può avere grande impatto nel lungo raggio (6/7 mesi, anche un anno).

Ripeto che questa ipotesi non è una regola, ma una tendenza che ho rilevato in base alla mia esperienza. Sono curioso di sapere la vostra: mi auguro di ricevere dei feedback, positivi o negativi che siano, a riguardo!