Prestazioni del sito e SEO: l’impatto della velocità di caricamento
Il post di oggi sarà, a differenza dei precedenti, supportato da dati concreti e misurati: la teoria, certo, aiuta, ma è l’impatto visivo concreto dei dati statistici a reggere le fondamenta di una tesi ben formata.
Parlavo, nella mia proposta di tool e software gratuiti utili per la SEO, di velocità di caricamento delle pagine come fattore sempre più determinante a livello di posizionamento nei motori di ricerca; questo perché nei buoni propositi di Google la user experience è uno dei requisiti fondamentali per ottenere dei ranking di livello. Continua a leggere
“Fragilità, il tuo nome è donna”: così diceva William Shakespeare. Verrebbe da dire “coerenza, il tuo nome non è certo Google”, a seguito di quanto ieri da Google a proposito del
Un paio di settimane fa suggerivo delle
Il dibattito sull’etica del SEO è una delle discussioni più controverse che si possano leggere sui blog e sui siti specializzati. Per semplicità si tende a dividere la macrocategoria dei SEO in due sottocategorie: quella dei white hat, che comprende coloro che cercano le strade più legittime e pulite possibili per raggiungere gli obiettivi, e quella dei black hat, che invece tendono spesso ad aggirare le regole del vivere civile del web e cercano di sfruttare delle falle dei motori di ricerca per ottenere un vantaggio sui competitor nelle SERP.
La pubblicazione di un nuovo sito è un momento importante e delicato, nel quale ogni operazione deve essere effettuata con la massima attenzione. Prima della pubblicazione è necessario effettuare una serie di controlli e di test volti a controllare numerosi aspetti tecnici e non, tra i quali l’ottimizzazione a livello 
Il link building, ossia la costruzione di una rete di collegamenti in entrata al nostro sito, è uno dei fondamenti del SEO off-page. Una strategia di link building ben studiata, solida e duratura nel tempo può garantire un successo a lungo termine del nostro sito; al contrario, iniziative occasionali, sporadiche e poco sistematiche possono rivelarsi efficaci in breve tempo, salvo rivelarsi inutili o addirittura dannose in un periodo più ampio.
Sono ormai diversi anni che Google sta combattendo una condivisibile battaglia contro lo spam, la scarsa qualità dei contenuti e il SEO black hat, ossia l’attività poco lecita e trasparente di ottimizzazione delle pagine per i motori di ricerca attraverso meccanismi quali il keyword stuffing e il testo nascosto. Le centinaia di aggiornamenti dell’algoritmo che assegna un valore alla rilevanza delle pagine, regolandone così il posizionamento, hanno causato negli ultimi anni oscillazioni e bruschi cali nelle SERP, oltre che malumori in chi si occupa della 